Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)

La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) in due parole per un intervento clinico ad ampio spettro

La  Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) è una disciplina biomedica che studia le relazioni bidirezionali esistenti fra la psiche e i sistemi biologici, quali il Sistema Nervoso, l’Endocrinondocrino e l’lmmunitario; studia quindi la fisiologia e la fisiopatologia su basi biologiche in un’ottica integrata, comprendendo anche le relazioni che l’organismo ha con l’ambiente; il paradigma di fondo della PNEI è che la mente abbia delle vie di comunicazione verso i sistemi biologici, che a loro volta comunicano con la dimensione psichica stessa; con la PNEI decade quindi il dualismo mente corpo, poiché essa considera l’organismo nella sua interezza e ne studia la complessità e la specificità relazione con un approccio rigorosamente scientifico.

miglior psicologo monzaL’approccio clinico in un’ottica PNEI prevede dunque che il soggetto sia visto nella sua complessità dell’unità “corpo mente“ e allo stesso tempo nella specificità dei suoi distretti corporei e dei relativi funzionamenti. L’intervento, rigorosamente multidisciplinare ed integrato, mira ad agire sia “a monte”, che “a valle” dell’organismo, individuando quindi la causa della sofferenza, delle disfunzioni e/o del danno e di conseguenza una cura mirata anche sui sintomi; può inoltre prevedere la necessità di modificazioni comportamentali, che spesso sono ciò che determinano la causa del sintomo o sono la reazione di tipo disfunzionale al sintomo stesso.
L’ intervento in ottica PNEI, intendendo l’organismo come un “network”, immagina quindi il processo di cura come una sorta di rete e paragona ogni intervento ad un nodo della stessa, che agisce su un apparato o su un distretto corporeo da cui dipartono fili che si collegano ad altri; quindi l’azione terapeutica su alcuni dei “nodi” genereranno immancabilmente delle ripercussioni trasformative con “effetto a cascata” anche sugli altri e dunque sull’organismo nel suo complesso.
Nel momento di valutazione anamnestica, attraverso un approccio non direttivo e orientato prevalentemente ad ascolto attivo ed empatico, si giunge all’elaborazione di un quadro del soggetto nella sua complessità. Queste informazioni saranno la base per costruire un processo di cura su misura per il soggetto, sulla quale articolare l’eventuale integrazione degli altri interventi.


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Elena Campanini - miodottore.it

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