Training autogeno e tecniche di rilassamento

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Training autogeno e tecniche di rilassamento

Training autogeno e tecniche di rilassamento cosa sono e a cosa servono

Le prime notizie di tecniche autodistensive risalgono a circa 4000 anni a.c. nelle culture orientali; vi sono testimonianze di descrizioni alquanto dettagliate di tecniche auto distensive e di meditazione spirituali praticate da asceti e monaci; la finalità di queste tecniche era quella di insegnare all’uomo a superare le sofferenze fisiche e psichiche ripristinare il proprio equilibrio biopsichico.
Il Training Autogeno (T.A.) è un metodo che deriva dall’ipnosi e dalle discipline orientali, quali la meditazione trascendentale, le arti marziali, yoga, etc…
Il Training Autogeno arriva ai nostri giorni attraverso l’opera di Johannes H. Schultz che nel 1932 pubblica la prima edizione tedesca di “Das Autogene Training”.

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J. H. Schultz nacque a Gottingen nel 1884; è un medico psicoanalista e fu allievo dello ipnotista Vogt; fu docente di Neurologia e Psichiatria e nel 1919 di Psicologia Medica; fu uno dei pionieri della formazione psicoterapeutica dei medici; morì nel 1970. Schultz definisce il T.A. “un metodo di autodistensione da concentrazione psichica che consente di modificare situazioni somatiche e psichiche .”
Schultz dice che “Gli esercizi del T.A. hanno lo scopo di far raggiungere lo stato autogeno, che è una condizione di passività assoluta, priva di atti volitivi, realizzata nell’indifferente contemplazione di quanto spontaneamente accade nel proprio organismo e nella propria mente. In conseguenza… si sviluppano spontaneamente modificazioni psichiche e somatiche di senso opposto a quelle provocate nella nostra mente e nel nostro corpo da uno stato di tensione, di ansia e di stress.”

Il training autogeno è uno stato modificato di coscienza

Il Training autogeno si può definire un allenamento psicofisico che produce uno “stato alterato di coscienza”, ovvero uno stato modificato di coscienza “reso altro” rispetto alle condizioni usuali e si può ottenere attraverso modalità d’induzione diverse:
1. Spontaneo; 2. auto – indotto; 3. etero – indotto.
Il rilassamento è quell’azione in grado di provocare l’allentamento della tensione dei muscoli per ottenere un riposo completo.

Il Training Autogeno e le tecniche di rilassamento in genere sono dei procedimenti terapeutici ben definiti, miranti ad ottenere nell’individuo una decontrazione muscolare e psichica con l’aiuto di esercizi appropriati.

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La decontrazione muscolare

La decontrazione muscolare determina un tono di riposo, che diventa la base per il raggiungimento di una “decontrazione psichica e fisica” (J. Defontaine, Masson 1985).
Attraverso le tecniche di rilassamento oltre al raggiungimento di uno stato di rilassamento generale, si può ottenere una decontrazione muscolare, un affinamento delle capacità percettive e sensoriali, una maggiore e più raffinata percezione dell’identità corporea o la rettificazione dell’immagine di sé a partire dalle sensazioni fisiche, la regolazione delle tensioni neurovegetative e l’eutonia.
L’eutonia è una particolare condizione del tono muscolare che si può definire come “lo stato di ripartizione ottimale del tono muscolare, a metà strada tra l’ipotonia del riposo e la contrazione muscolare relativa all’azione”(G. Alexander).

In fisiologia il tono muscolare è definito quello stato di tensione di un muscolo in condizione di riposo che rende possibile la postura. Le fibre muscolari hanno il potere di contrarsi e decontrarsi ed allungarsi; attraverso l’alternanza di contrazione e decontrazione, esse permettono lo spostamento dei segmenti ossei anche in assenza di movimento.
Le tecniche di rilassamento agiscono sul Sistema Muscolo – Scheletrico, sul, Sistema Neurovegetativo, su quello Cardio – Vascolare e sulla muscolatura sai liscia che striata.

La corteccia cerebrale traduce le sollecitazioni sensoriali in stimoli che determinano la sollecitazione del tono muscolare, generando un feed-back fra il sistema nervoso centrale e periferico:
Il tono e il sistema di regolazione che si viene a creare è fondamentale per il mantenimento delle funzioni di vigilanza e nell’esercizio delle funzioni mentali superiori.
Tutto ciò è alla base dei comportamenti di attacco-fuga e della gestione dello stress.

Decontrazione psichica

Durante le tecniche di rilassamento il corpo è implicato in una sorta di regressione prodotta dal rilassamento che può ricondurre alla rievocazione di memorie psicosensoriali primarie, fantasmatiche e traumatiche.
Praticare le tecniche di rilassamento significa poter agire sui meccanismi di attivazione dell’organismo che sono alla base dello stress cronico e traumatico e dell’ansia sia di tipo mentale che somatizzata.
Mediante il rilassamento si mira ad avvicinare il soggetto al suo corpo;
L’ascolto delle sensazioni corporee è finalizzato a colmare, o a ridurre, la scissione mente – corpo e a recuperare, creare, una maggior familiarità con il linguaggio emotivo non verbale.
Attraverso un apprendimento fortemente ritualizzato sotto la guida del terapeuta, il soggetto raggiunge una forma di “rilassamento” simile agli stati pre – ipnotici della tecnica dell’ipnosi; il paziente non arriva mai alla “trance”.
Le tecniche di rilassamento autogeno più conosciute ed impiegate sono il Training Autogeno di Schultz e il Rilassamento Progressivo di E. Jacobson. Il metodo di Schultz rientra nei cosiddetti “metodi globali”, che sono quelli che suggeriscono l’induzione delle formule indirizzandole prevalentemente al corpo nel suo insieme; al contrario il metodo proposto da Jacobson utilizza formule indirizzate ai diversi distretti corporei.

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Il “Training Autogeno di H. Schultz è costituito da due classi di esercizi: 1) esercizi inferiori, detti anche somatici, in cui la concentrazione è rivolta alle sensazioni somatiche ravvisabili nel corpo; 2) esercizi superiori, detti anche psichici, in cui la concentrazione è rivolta a particolari rappresentazioni psichiche.
Per facilitare il raggiungimento dei propositi sopra esposti, il T.A. si avvale di alcune formule che nella fase di apprendimento o di etero induzione vengono suggerite dal conduttore; successivamente sarà poi lo stesso soggetto a suggerirsele attraverso lo sviluppo di una riformulazione personalizzata e autoindotta silenziosamente.

Le formule degli esercizi inferiori
Calma (schema corporeo)
Pesantezza
Calore
Cuore
Respiro
Plesso solare
Fronte

Le formule degli esercizi superiori (o psichico) si basano sulle esperienze visive prodotte dal cervello nelle fasi di allenamento autogeno e comprendono sei livelli:
Esperienza del colore
Esperienza degli oggetti e delle situazioni che evocano
Esperienza dei concetti (allegorici e simbolici)
Esperienza del vissuto personale
Esperienza di visualizzazioni di persone
Esperienza del dialogo con l’inconscio

1. Elicitare la comparsa di un colore uniformemente diffuso che possa rappresentare l’apertura al mondo interno; in questa fase può essere utile conoscere le tonalità affettive del soggetto, utilizzando le teorie del test di Rorschach e del test del Colore di Lucher.

2. Esperienza dei colori suggerita dal terapeuta: detta anche “esperimento dello spettro del prisma”. Il soggetto viene guidato e allenato a vedere una varietà di colori isolati o associati ad immagini.

3. Visualizzazione di oggetti concreti: La definizione di forma e colore possono dare informazioni sulle caratteristiche psicologiche del soggetto in base alle proprie capacità di rappresentazione emotiva e essere quindi una specie di “campo visivo” interiore del soggetto.

4. Visualizzazione dei concetti astratti

Concentrazione passiva su concetti come:

Giustizia, felicità, libertà, uguaglianza, onestà…

Presa di coscienza della propria vita interiore.
Visualizzazione di bisogni pregressi o presenti accompagnata da un particolare stato di “presenza”a livello psicofisiologico.

Visualizzazione persone determinate.
Concentrazione passiva su immagini di persone particolarmente significative sul piano emotivo-affettivo.

Risposte dell’inconscio.
Prevede una particolare capacità di mettersi in relazione ed osservare il vissuto interiore.

Le immagini autogene.
Le immagini autogene a differenza di quelle oniriche subiscono meno censure e sono meno rielaborate. Sono più facilmente interpretabili sia dal soggetto che dal terapeuta.
La “scoperta” e la modificazione delle sensazioni corporee e dell’immagine di sé comporterà un cambiamento nella relazione che il soggetto avrà con se stesso e con gli altri.

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Rilassamento progressivo di E.Jacobson
E. Jacobson mette a punto il suo metodo in maniera sistematica nel 1934, prendendo spunto dallo studio del fenomeno del tono muscolare residuo.
Il tono muscolare residuo è l’anticipazione di un’azione motoria a livello ideativo produce l’attivazione di potenziali d’azione minimi a livello muscolare. Il processo di apprendimento è graduale e avviene attraverso il raggiungimento un grado sempre maggiore di rilassamento.

 

La sequenza da seguire è:
1) rilassamento delle braccia e delle mani;
2) rilassamento del viso, nuca e spalle;
3)rilassamento del torace, viso e schiena;
4) rilassamento dei glutei, gambe e piedi:
5) rilassamento di tutto il corpo (schema corporeo)

Ogni singolo esercizio è composto da tre fasi:

tensione dei muscoli di un particolare distretto corporeo

mantenimento della tensione

rilassamento

Il processo di apprendimento è graduale e avviene attraverso il raggiungimento un grado sempre maggiore di rilassamento. La distensione muscolare raggiunta nei vari distretti corporei si diffonderà ben presto al sistema cardio – vascolare e neurovegetativo.

Dai suddetti metodi ne sono successivamente derivati altri, che condensano principi riferibili ai due capisaldi di riferimento di cui sopra. Si citano quelli più noti che sono il “Rilassamento Statico – Dinamico di Jarren – Klotz e la “Rieducazione psicotonica di Ajuguerra.
Si aggiungono a questi il Training Autogeno di Gruppo e applicato ai bambini a partire dai cinque anni di età.

Bibliografia:
– J.H. Schultz: “Il Training Autogeno – Esercizi Inferiori” ed Feltrinelli 1979
– J.H. Schultz: “Il Training Autogeno – Esercizi Superiori” ed Feltrinelli 1979
– B. H. Hoffmann: “manuale di Training Autogeno” ed. Astrolabio 1980
– P. Schilder “Immagine di Sé e Schema Corporeo” ed. Franco Angeli 1992
– J. Defontaine: “Psicomotricità e Rilassamento” ed. Masson 1985


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